16 Feb 2012

Carnevale 2012

Tutti in maschera!!!Piazza della Riforma con i bambini delle scuole comunali di Lugano.
Buon Carnevale!

Foto

29 Jan 2012

Un secolo al Parco

Oggi corre un anniversario importante.  Il 29 gennaio 1912 la città di Lugano acquistava il parco e la villa Ciani. Tralascio i particolari delle vicende che portarono a tale acquisto, dettagliatamente esposte nell’interessante articolo di Mario Berardi pubblicato nella rivista di Lugano dell’11 marzo 2011. Mi limito ad un breve accenno storico. I fratelli Giacomo e Filippo Ciani, di origini bleniesi - i nonni e i genitori patrizi di Leontica erano emigrati a Milano – nacquero nella capitale Lombarda nella seconda metà del 700. Grazie alle loro attività commerciali di successo accumularono nel corso degli anni un cospicuo patrimonio. Costretti a lasciare l’Italia per motivi politici, rientrarono in Ticino stabilendosi definitivamente a Lugano nel 1833. Ferventi sostenitori dell’unità d’Italia, nella loro residenza luganese ospitarono numerosi patrioti ricercati dalla polizia austriaca. Alla loro morte negli anni 1867, rispettivamente 1868 una successione di trapassi ereditari portò la proprietà nelle mani dei fratelli Dell’Acqua  pronipoti dei Ciani.  Da sempre desiderosa di entrare in possesso della proprietà, l’autorità comunale riuscì finalmente, dopo lunghe trattative con gli eredi conclusesi con un esproprio, ad assicurarsi l’ambita proprietà. L’importo pattuito ammontava a 1 milione e 775 mila franchi.  Penso si possa affermare senza timore di essere smentiti che si tratta di uno dei migliori investimenti fatti dalla nostra città in tutta la sua storia. Non possiamo oggi immaginarci Lugano senza il suo Parco Civico, un vero e proprio polmone verde ornato di fiori e aiuole splendidamente curati dai provetti giardinieri cittadini. I luganesi hanno molto a cuore e seguono da vicino la vita del loro parco.  Le discussioni si accendono a proposito dei più svariati motivi: i drogati, i cerbiatti, le casermette, la posizione della statua dell’artista Pomodoro, le cancellate, lo scavo per il raffreddamento del centro di calcolo…senza dimenticare, ultimo in ordine di tempo, l’importante dibattito sulla riqualifica della foce del Cassarate. Nel 1967 il sedime subì un importante cambiamento con la costruzione del Palazzo dei Congressi che da un lato mutilò la villa nella sua parte posteriore ma dall’altro offrì al complesso congressuale una posizione privilegiata in un bellissimo ambiente circondato dal verde.Ciò ha permesso a Lugano di affermarsi nella sua vocazione congressuale. Il previsto spostamento del polo congressuale al Campo Marzio e delle attività artistiche al LAC impone un’approfondita riflessione sull’utilizzazione futura e sull’esistenza stessa del Palazzo dei Congressi. La lungimiranza che contraddistinse i politici di allora nel realizzare questo acquisto, che ancora oggi a un secolo di distanza rappresenta un valore aggiunto per la città di Lugano, è esemplare. Sarei felice se avessi la certezza che le decisioni che noi politici cittadini prendiamo oggi potessero, fra 100 anni, essere giudicate con la medesima soddisfazione.

 

 

Michele Bertini, Consigliere Comunale PLR Lugano

Parco-ciani

24 Dec 2011

Auguri!

Natale

 

Tanti auguri di sereno Natale e buon inizio anno 2012.

Michele

24 Dec 2011

Dedicare una via o una piazza della città di Lugano a Mario Agliati

Mario_agliati

 

Lodevole Municipio,

 

lo scorso 14 ottobre  è  morto Mario Agliati professore, scrittore, storico e giornalista molto stimato. Conosceva a fondo la  nostra città anche nelle minuzie storiche che con grande passione e ottima lingua svelava a tutti gli interessati.

La sua instancabile attività guidata dall’amore per Lugano unita ad una coscienza ed uno spirito critico, indipendente e lontano dagli schieramenti precostituiti fecero di Agliati un difensore dell’eleganza, della cultura e dei modi civili.

 

Ciò che sorprende leggendo i suoi scritti è la maestria con la quale Agliati riusciva ad esporre fatti locali – della Sua Lugano -  per svilupparli poi con riflessioni ad ampio respiro.  Questo è l’insegnamento magistrale  che lo stesso Agliati lascia alla  nostra città. Dobbiamo infatti aver cura degli aspetti legati alla nostra tradizione cittadina senza però perdere di vista la modernità e lo sviluppo che ci riserva il futuro: Mario Agliati era e rimane la memoria storica di Lugano dalla quale poter attingere per affrontare le sfide dell’avvenire.

 

Degno di nota il suo impegno alla causa del Circolo Operaio Educativo che lo nominò Presidente Onorario. Questo sodalizio ha sempre privilegiato l’impegno civile, l’attaccamento alle tradizioni, l’amore per la terra e in particolare per la Città. Molti ricorderanno le “Chiacchierate popolari” introdotte sotto la sua presidenza.

 

Per lasciare a Lugano e ai Luganesi di oggi e del futuro una traccia indelebile della figura di Agliati  si suggerisce al Lodevole Municipio di onorare la sua memoria dedicandogli una via o una piazza della Sua città.

 

Il gruppo di lavoro, di cui il prof. Agliati era autorevole membro, ha consegnato il progetto di rinnovamento e aggiornamento complessivo dello stradario della città, agli interpellanti  sembra un’occasione propizia per inserire, in questa fase finale dei lavori la loro proposta.

 

Avvalendosi delle facoltà concesse dalla LOC si interpella l’esecutivo cittadino nel seguente modo:

 

1.    Intende il Municipio dedicare una via o una piazza al cittadino Mario Agliati?

In caso di risposta affermativa, come intende agire il Municipio anche a fronte del progetto di rinnovamento dello stradario cittadino?

 

2.    È possibile conoscere i dettagli del progetto di rinnovamento e aggiornamento dello stradario consegnato al Municipio in autunno?

 

Si ringrazia per l’attenzione che il lodevole Municipio vorrà concedere a questa significativa richiesta.

 

 

Michele Bertini, Lauro Degiorgi – Consiglieri comunali

Membri del comitato del Circolo Operaio Educativo

24 Dec 2011

Un risultato concreto: la revisione del Regolamento Sociale

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Esprimo soddisfazione nel veder materializzarsi un risultato concreto. Con il nuovo Regolamento sociale, la Città di Lugano, nel prossimo futuro, sarà più generosa con coloro che vivono una situazione di difficoltà finanziaria.

Lugano è storicamente una città sensibile e attenta ai cittadini meno favoriti. E a questo proposito vi invito a consultare la pubblicazione “Istituti sociali Comunali della Città di Lugano 1910-2010: 100 anni di solidarietà” che documenta in modo inconfutabile l’agire delle autorità comunali in favore dei più bisognosi. Un agire dettato da quel necessario desiderio di adattarsi sempre alle mutevoli situazioni della nostra società. La società cambia, evolve in maniera dinamica e con essa devono evolvere gli strumenti a disposizione delle istituzioni per intervenire in sostegno dei cittadini più deboli.

Ma come essere utili al prossimo intervenendo con saggezza? Qui nascono le discussioni e le visioni politiche spesso contrapposte. In primo luogo ritengo fondamentale prendere atto che alla base di qualsiasi politica sociale vi sia la creazione di ricchezza. Colui che è forte può e deve aiutare colui che è più debole mentre difficilmente due deboli possono aiutarsi in maniera risolutiva. È inoltre sbagliato e diseducativo intervenire dove non vi sia la comprovata necessità, quindi sperperando in maniera poco logica soldi di altri cittadini. La prima missione della socialità deve essere quella di spronare l’orgoglio e il piacere all’autosostentamento. Una socialità pronta a puntellare laddove necessario, ma che vuole incentivare al riscatto di ogni singolo cittadino, che abbia la possibilità di essere autonomo e quindi indipendente da aiuti esterni. Questo aspetto educativo è fondamentale, soprattutto oggigiorno dove è assolutamente troppo facile condurre unavita ben al di sopra delle proprie possibilità, questo grazie alla facilità con cui ci si può indebitare dando poi per scontato che comunque qualcuno (quindi lo Stato) prima o poi interverrà. L’aiuto sociale non deve diventare un automatismo, un qualcosa di acquisito, un diritto che può essere preteso senza alcuna contropartita.

Questi principi, che vogliono garantire a tutti i cittadini l’uguaglianza nelle condizioni di partenza che è ben diversa dall’uguaglianza degli esiti, sono veri e propri capisaldi della politica sociale sviluppatasi in cento anni di vita degli Istituti Sociali Comunali e sono stati codificati già nella prima versione del Regolamento sociale datata 2007 e si ritrovano tuttora in questa proposta di modifica.

La ragione d’essere degli aiuti sociali elargiti dal comune sulla base del regolamento sulle prestazioni comunali in ambito sociale è quella di intervenire in modo mirato laddove sussistano comprovate necessità finanziarie. Non spetta al nostro livello istituzionale prendersi a carico il completo sostentamento finanziario di quelle persone che vivono in situazione di disagio economico. Tali incombenze spettano in primo luogo al Cantone e alla Confederazione.

Per un proposta di modifica che di fatto rende più generosa l’elargizione di aiuti finanziari ai più bisognosi ci sono voluti quasi tre anni, sono i tempi della politica, talvolta incomprensibili agli occhi di chi non conosce il funzionamento delle nostre istituzioni. Si spera e sono fiducioso in questo senso, che ai lunghi tempi di preparazione corrisponda un’altrettanta qualità.

Lugano, da sempre è città ospitale e attenta ai bisogni degli altri e in particolare dei suoi cittadini più bisognosi di sostegno. Perché una città può esser grande e ammirata fin che si vuole ma se dimentica la coesione fra le diverse classi sociali crea necessariamente dei conflitti e degli scompensi. La vera ammirazione la si guadagna intervenendo con saggezza in aiuto dei più deboli. Questo è il caso della nostra Lugano!

 

Michele Bertini, Consigliere Comunale, PLR Lugano

21 Dec 2011

Lettera aperta ai vice-presidenti del PLRT

Monte Ceneri, 21 dicembre 2011

 

 

Cari vice-presidenti,

Cari Maristella, Corrado, Gabriele e Stefano,

 

La presente nasce dalla nostra volontà di esprimervi, quali vertici del partito, l’auspicio per un imminente e reale rinnovamento, laddove le sensibilità radicale, liberale e liberale-radicale possano di nuovo rappresentare un valore aggiunto per il partito ma soprattutto per i cittadini, lavorando costruttivamente insieme, con proposte equilibrate, in un clima di rispetto ed amicizia.

 

Esprimiamo qui il desiderio a che il partito si muova non a sconfiggere nemici e/o presunte alleanze, ma a determinare al suo interno una linea univoca e convincente, sostenuta da giovani leve, che permetta all’elettorato ticinese di tornare a riconoscersi senza distinguo nel pensiero e nei progetti liberali radicali che hanno fatto la fortuna e che possono nuovamente fare il benessere del Canton Ticino.

 

Il PLRT ha animo composito ma è un’idea costruita insieme; per talune tematiche vi è chi è più sensibile e chi meno. Ma nessuna delle anime è singolarmente il partito, nessuna può rivendicare di esprimere completamente il pensiero del partito. È quindi necessario tornare a parlare unitariamente da PLRT.

Forti della libertà di espressione che ha sempre contraddistinto il nostro partito e di un sentimento ampiamente condiviso nella base e di cui ci facciamo latori, ci permettiamo quindi alcune indicazioni che gradiremmo siano considerate nelle prossime scelte che, sia voi che la futura Commissione Cerca incaricata di identificare e il prossimo presidente Cantonale del PLRT, sarete chiamati a compiere.

 

Premesso che la futura Commissione Cerca dovrà essere palesemente rappresentativa delle varie sensibilità presenti all’interno del partito e dovrà poter lavorare in maniera libera e indipendente, auspichiamo che fra le caratteristiche esplicitate per la ricerca del futuro presidente siano considerate anche queste nostre indicazioni:

  •  che essa/o non sia una nota/o e/o profilata/o esponente di una delle due aree, e come tale riconosciuta/o;
  • che sia una nuova figura giovane (possibilmente non più di 50 anni) e moderata, che riconosca tutte le sensibilità come patrimonio del partito;
  •  che sia personalmente portata/o al dialogo costruttivo e sappia anticipare sentimenti di ostilità fra opinioni diverse o rivalità, per porvi subito sapiente rimedio, impegnandosi a privilegiare fra i componenti degli organi di vertice persone portate al dialogo e al rispetto reciproco;
  • che si impegni affinché ogni regione del Cantone possa esprimere le proprie potenzialità.

 

Siamo profondamente convinti che queste caratteristiche siano a garanzia del cambiamento vero e di una nuova crescita del partito.

 

Vi ringraziamo della disponibilità con cui vorrete fare vostre queste righe, che non sono e non vogliono essere partigiane né di una o né dell’altra sensibilità.

 

Con la stessa tensione verso un effettivo cambiamento del partito, che ci ha portato a comunicarvi questa nostra richiesta in questo delicato momento, e nello spirito di trasparenza nei confronti dei nostri elettori, vi chiediamo di voler gentilmente pubblicare questa nostra lettera sul prossimo numero di Opinione Liberale e attendiamo un vostro concreto riscontro.

 

L’occasione è propizia per porgervi i nostri migliori auguri di Buone Feste.

 

 

Cordialmente

 

Angelo Albisetti, Morbio - Michele Amadò, Lugano - Roberto Badaracco, Lugano -  Alessia Baroni, Bellinzona - Valentino Benicchio, Lugano - Giorgio Bergomi, Riva San Vitale - Vanna Bernasconi Pianca, Lugano - Deborah Moccetti Bernasconi, Lugano - Michele Bertini, Lugano - Giovanni Bolzani, Lugano - Rocco Cattaneo, Monteceneri - Mauro Carobbio, Coldrerio - Claudio Cavadini, Stabio - Samuele Cavadini, Salorino - Claudio  Ceppi, Morbio Inferiore - Giampiero Ceppi, Coldrerio - Alberto Conconi, Genestrerio - Piermario Croci, Breggia - Beatrice Fasana Arnaboldi, Balerna - Pietro Filippini, Losone - Roberto Fridel, Lugano - Silvano Giannini, Orselina - Antonello Grassi, Balerna – Silvia Müller Scopazzini, Lugano - Flaviano Nicola, Maggia - Paolo Pagnamenta, Cureglia - Riccardo Pescia, Lugano - Giovanni Poloni, Capolago - Giacomo Sciaroni, Muralto - Mauro Silacci, Locarno - Carla Speziali, Locarno -  Alessandro Speziali, Minusio - Marco Tela, Mendrisio - Giovanna Viscardi, Lugano - Paolo Vismara, Porza

 

C.p.c : Opinione Liberale, Camorino

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6 Sep 2011

Buone notizie per il quartiere di Besso!

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18,7 milioni. Questo è il montante complessivo dell’investimento – a carico del Cantone, FFS e città di Lugano – per il progetto di sistemazione della stazione di Lugano. Il Parlamento cantonale ha già “sbloccato” la sua quota parte e prossimamente toccherà al Consiglio Comunale di Lugano esprimersi al riguardo. Mi auguro che anche il legislativo cittadino – e mi adopererò in tal senso – conceda il credito di partecipazione della città di Lugano che ammonta a circa 12 milioni.

Gli obiettivi infatti che ci si prefigge di raggiungere con questo investimento sono i seguenti:

-          Migliorare la funzionalità e la qualità dell’interscambio tra la ferrovia e la funicolare

-          Potenziare lo spazio di circolazione delle persone all’ingresso principale

-          Eliminare le barriere architettoniche per l’accesso ai treni, alla funicolare cittadina e per l’attraversamento dell’area della stazione

-          Realizzare il collegamento pedonale fra l’atrio della stazione ed il parco Bertaccio rispettivamente il centro città

-          Assicurare un elevato grado di sicurezza per gli utenti dell’area della stazione

-          Riqualificare l’area centrale della stazione quale “biglietto da visita” della città

 Si stima che la stazione di Lugano sia frequentata da circa 23'000 persone ogni giorno tra utenti dei trasporti pubblici e pedoni diretti o provenienti dal centro città. Questo importante investimento oltre a garantire maggior conforto al grande numero di utenti, permetterà di riqualificare un comparto, che di fatto è la porta d’accesso alla città di Lugano. Area che oggi si presenta in una situazione abbastanza precaria dal punto di vista estetico, funzionale  e della sicurezza. Per noi abitanti di Besso si tratta indubbiamente di una buona notizia che accrescerà la sicurezza e la vivibilità del nostro quartiere!

  Michele Bertini, Consigliere Comunale PLR

 

4 Sep 2011

L'effetto Mojito dovrebbe 'ubriacare' tutti

http://www.tio.ch/Ticino/Attualita/News/647251/L-effetto-Mojito-dovrebbe--ubriacare--tutti


Il consigliere comunale PLR Michele Bertini scende in campo: "Esercenti gelosi? Fuori le proposte piuttosto. E poi basta burocrazia da parte delle autorità"

LUGANO – “Il Mojito? Tutti dovrebbero approfittare del suo successo. Queste polemiche non servono a nulla”. Michele Bertini, consigliere comunale PLR a Lugano, torna sulla questione sollevata da un recente articolo di Ticinonline. Il bar da spiaggia sul lungolago sostenuto dalla Città sta suscitando l’invidia di diversi altri esercenti della zona. L’accusa è chiara: le autorità, tramite il Mojito, starebbero facendo concorrenza sleale agli altri ritrovi pubblici privati. Bertini non ci sta: “Io credo invece che gli altri esercenti dovrebbero rendersi conto che qualcosa quest’estate è davvero cambiato. C’è più voglia di vivere il tempo libero a Lugano”.

Fuori le proposte - Il giovane consigliere comunale liberale spezza una lancia in favore del Mojito. “Risponde a un’esigenza. Perché questo è un ritrovo in cui può andare chiunque, non bisogna avere abiti formali. Non è un posto snob e non è un posto trasandato. Ci va l’impiegato di banca come l’alternativo. I giovani si sono riavvicinati alla vita cittadina grazie al Mojito. Di questo dovrebbero beneficiare tutti quanti. Anche gli esercenti che in questo momento non sono contenti”. Bertini lancia il suo appello. “Dovrebbero essere più propositivi al posto di criticare. Mi spiego: quest’anno l’iniziativa Long Lake sta andando alla grande. Gli esercenti scontenti si propongano alla Città per ospitare qualche evento di questa rassegna al posto di lamentarsi”. 

Eccesso di regole - Tra gli esercenti c’è chi sostiene che il Mojito goda di troppi privilegi rispetto agli altri bar. Soprattutto per quanto riguarda le infrazioni alla quiete pubblica. In pratica il pensiero di alcuni è il seguente: se al Mojito ci sono schiamazzi si chiude un occhio, se ciò accade altrove arriva la polizia. “Al di là di tutto una cosa va detta: c’è troppa burocrazia. Se un esercente ha una bella idea, rispettosa della quiete pubblica e dei sani principi, bisogna lasciargliela concretizzare. Le autorità in questo senso devono migliorare, c’è un eccesso di regolamentazione”.

Città morta - Bertini rispolvera poi una vecchia questione. Lugano città morta e senza idee? Neanche per sogno. “Ci si lamenta sempre. Ma quest’anno Lugano ha dimostrato di essere viva. Io sono un giovane. E sento tanti miei coetanei parlare bene della vita serale di Lugano. Non accadeva da anni. A livello giovanile il vento sta cambiando. Si pensi solo all’attività del Park & Read, uno va al Parco Ciani e trova dei libri da leggere. Sembra una banalità, ma in molti ne vanno matti”.

Macello Per Bertini il Mojito dovrebbe dunque fungere da traino per tutto il movimento ricreativo della regione. “Anche perché Lugano non è solo il lungolago. Non bisogna dimenticare tutti gli altri quartieri. La mia è una concezione globale del divertimento serale. E tiene conto anche di chi vuole godersi la quiete, certo”. Tra i chiodi fissi del consigliere comunale PLR c’è l’ex Macello. “Non ha senso lasciarlo così. Io lo vedrei bene come contesto per una cittadella del Dicastero giovani ed eventi. Con teatro, cinema, salette, eventi. Il problema è che bisognerebbe trovare un equilibrio. Una forma troppo istituzionalizzata non va bene. Perché i ragazzi più alternativi non ci andrebbero più e sarebbe un peccato”. 

P.M.

 

 

21 Aug 2011

21.8.2011 Adula

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Ore 09:15, Vetta dell'Adula, 3402 msm, sul tetto del Ticino!